Le processionarie appartengono al genere Thaumetopoea e sono larve di alcuni tipi di falene, note per il loro comportamento di muoversi in lunghe file indiane, una dietro l’altra, come in una processione, da cui deriva il loro nome. Questi bruchi sono noti per la loro capacità di causare danni significativi alla vegetazione e per i peli urticanti che possono rilasciare sostanze irritanti. Esistono circa 40 specie differenti di processionarie. Le specie più diffuse in Italia sono la Thaumetopoea pityocampa e la Thaumetopoea processionea.
Conosciamole meglio!
Tipi di processionaria: Processionaria del Pino

Questo tipo di processionaria, durante la fase larvale, è facilmente riconoscibile per il suo aspetto. I bruchi di processionaria hanno un corpo peloso con peli urticanti, che sono una difesa contro i predatori ma possono causare gravi eritemi se vengono a contatto con la pelle. Sono colorati con striature longitudinali di colore marrone scuro, e presentano una serie di punti arancioni lungo il tronco.

Il ciclo biologico della processionaria del pino

Le processionarie del pino, in questo stadio larvale, attaccano il pino nutrendosi con i suoi rami e foglie. Questo provoca nella pianta una grave defogliazione e necrosi. Nei mesi di febbraio e maggio, inizia la famosa processione: una fila di bruchi di processionaria scende dal tronco dell’albero per raggiungere il terreno e interrarsi a qualche centimetro di profondità. Durante questo periodo, i bruchi lasciano i nidi serici costruiti sugli alberi e si infilano nel suolo per impuparsi in una crisalide. Questo stadio di impupamento sotto terra serve a proteggerli durante la fase vulnerabile della metamorfosi, fino alla trasformazione in falene adulte. La processionaria del pino compie una generazione all’anno.
Lotta obbligatoria alla processionaria del pino
La processionaria del pino può attaccare diversi tipi di pini, preferendo alcune specie più di altre a seconda della regione e delle condizioni ambientali. Il Pinus nigra (pino nero) e Pinus sylvestris (pino silvestre) sono i più colpiti. Questi alberi sono ampiamente diffusi in Europa e costituiscono l’habitat ideale per la nidificazione e lo sviluppo delle larve di processionaria, che si nutrono delle loro foglie (aghi). Altre specie come Pinus halepensis (pino d’Aleppo), Pinus pinea (pino domestico), e Pinus pinaster (pino marittimo) sono comunque suscettibili agli attacchi, sebbene in misura leggermente inferiore.
Gli attacchi a specie come Larix (larici) e Cedrus (cedri) sono considerati piuttosto rari, anche se possibili. Questi alberi non sono ospiti tipici e tali episodi potrebbero verificarsi in situazioni di infestazioni particolarmente gravi o quando le specie preferite non sono disponibili.
Con riferimento a questa specie, sono state previste misure di controllo imposte per legge al fine di prevenire e ridurre il danno ambientale e sanitario causato da queste larve. In diverse regioni la legge richiede obbligatoriamente la lotta alla processionaria del pino: i proprietari di terreni e gli enti locali intraprendano azioni specifiche per controllare e limitare la diffusione delle infestazioni. Questo è particolarmente rilevante in aree urbane e periurbane dove l’interazione tra umani e questi insetti può portare a problemi di salute pubblica. Gli enti locali e le autorità sanitarie sono di solito incaricati di monitorare la situazione e di assicurare che le misure siano attuate correttamente. Il Decreto Ministeriale del 30 ottobre 2007 stabilisce le linee guida e i criteri per gli interventi di rimozione.
Come debellare la processionaria del pino?
Per debellare questa specie, è necessario affidarsi esclusivamente a professionisti di disinfestazione processionaria del pino.
Tentare di gestire autonomamente l’infestazione può esporre a rischi significativi, come gravi reazioni allergiche e eritemi urticanti, a causa del contatto con i peli urticanti del bruco.
In ambito urbano, dove la convivenza con gli spazi verdi è frequente, è particolarmente cruciale utilizzare le strategie di intervento più adatte e sicure, che solo professionisti esperti sono in grado di garantire. Le tecniche comunemente impiegate per eliminare l’infestazione includono:
- Rimozione dei nidi: Questa pratica prevede l’asportazione fisica dei nidi dalle piante durante i mesi invernali, riducendo il numero di larve che possono emergere in primavera.
- Trattamento biologico: L’uso di prodotti biologici, come il Bacillus thuringiensis, che è specifico per le larve di alcuni insetti senza danneggiare altre forme di vita.
- Controllo feromonico: L’impiego di trappole che sfruttano feromoni per attirare e catturare le falene adulte prima che queste possano deporre le uova.
Tipi di processionaria: Processionaria della quercia

L’insetto passa l’inverno all’interno delle uova, che sono state deposte sui rami giovani delle querce. Queste uova sono difficili da vedere perché si mimetizzano bene con la corteccia dell’albero.
Quando arriva la primavera e le querce cominciano a mettere nuove foglie, le larve (o bruchi) schiudono. Questo momento è sincronizzato con la crescita delle nuove foglie, ciò significa che le processionarie larve hanno subito disponibile del cibo fresco. Purtroppo, iniziano a mangiare le foglie appena spuntate, spesso danneggiandole gravemente prima che queste possano aprirsi completamente e svilupparsi normalmente, causando dei significativi danni alle piante.

Lotta alla processionaria della quercia
La difesa contro questa specie inizia in primavera, con trattamenti biologici che impiegano il Bacillus thuringiensis. Questi trattamenti sono sicuri in quanto le larve giovani non hanno ancora sviluppato peli urticanti e i nidi definitivi non sono ancora formati quindi possono essere facilmente debellati. Man mano che avanza la stagione, e le larve crescono, diventa però rischioso avvicinarsi alle piante trattate. Se non si interviene in tempo, può essere necessario rimuovere manualmente i nidi estivi e pulire i tronchi con getti d’acqua ad alta pressione, operazioni che devono essere effettuate da personale specializzato con adeguata protezione.
Il problema principale è che i nidi possono conservare i peli irritanti per più di un anno dopo che le larve li hanno abbandonati e per questo si rende necessario più di un intervento di controllo, con la rimozione totale del nido, soprattutto se situati vicino ad abitazioni, parchi o altre aree frequentate.
Effetti sull’uomo di questi tipi di processionaria
Le processionarie, sia del pino sia della quercia, possono avere effetti negativi sull’uomo a causa dei loro peli urticanti. Questi peli contengono una tossina che, quando entra in contatto con la pelle o le mucose, può causare vari sintomi irritativi o allergici. Quando i peli urticanti vengono a contatto con la pelle, possono causare arrossamenti e prurito. Questi sintomi si manifestano rapidamente, soprattutto nelle parti del corpo esposte e dove c’è più sudorazione, e includono rossore intenso e una sensazione di prurito difficile da sopportare.
A contatto con gli occhi invece possono causare reazioni gravi, simili a una forte congiuntivite con rossore, prurito intenso, sensazione di corpo estraneo nell’occhio e lacrimazione abbondante.
Inoltre, i peli delle processionarie possono essere inalati accidentalmente in vari modi, dato che sono estremamente leggeri e possono disperdersi facilmente nell’aria, specialmente in condizioni di vento. In questo caso, i sintomi possono essere molto più gravi con difficoltà a deglutire, broncospasmi, difficoltà respiratoria seria.
Quando si tratta dei nostri amici a 4 zampe, è probabile anche che i peli della processionaria vengano ingeriti. I sintomi sono: infiammazione della bocca, ipersalivazione, dolori addominali. In questo caso, è importante sottoporre il cucciolo ad un esame veterinario il prima possibile per valutare l’estensione del danno e ricevere il trattamento appropriato.









































